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Vedi anche:
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Breve storia
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Il Tennis Club Triestino, fondato nel 1898,
ha più di un secolo.
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"Per una società sportiva, anzi per un "club", conquistare
un secolo di vita è di grande importanza. Significa aver
coltivato in modo assiduo ed aver messo a frutto lo sforzo di centinaia
di persone che nel corso di cento anni hanno continuato ad avere
una dedizione e una passione comune per il nostro Tennis Club Triestino".
(Franco Del Campo - Cento anni di gesti bianchi a Trieste - 1898-1998 - Storia del Tennis
Club Triestino - Edizioni Battello Stampatore, 1998 - p.5)
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Le fasi storiche del Tennis Club Triestino individuate
da Franco del Campo sono le seguenti:
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La belle époque (1898 - 1915)
La sede del LTCT è una oasi di tranquillità,
in cui si incontrano e giocano insieme giovani uomini e donne che
vivono nel mondo dorato di una città, Trieste, che sta crescendo
in modo impetuoso.
Alcune date importanti:
1898: un gruppo di triestini
decide di fondare, in via Gioacchino Murat, il Lawn Tennis Club
Triestino (LTCT).
1901: si incomincia ad organizzare sui campi di via Murat
il primo torneo internazionale di tennis, che mette in palio il
titolo, ambito, di "Campione di Trieste".
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La Grande Guerra (1915-1920)
Con lo scoppio della Grande Guerra, l'attività
del LTCT si interrompe.
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L'età dell'oro (1920-1940)
Dopo l'interruzione forzata, l'attività
riprende nel 1920. I giovani tennisti triestini cominciano a farsi
conoscere in Italia e riescono ad avvicinare i vertici del tennis nazionale.
In una decina d'anni, il LTCT estende la sua presenza in varie parti
di TS: 6 campi nella nuova prestigiosa sede al Ferdinandeo, una
delle più belle d'Italia; 4 campi in via Guido Reni e, per
un breve periodo, 2 campi al cavalcavia di Barcola.
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Alcune date importanti:
1922: quattro triestini
in prima categoria nazionale: Alessandro Truden, Oscar Ebner de
Ebenthal senior, Bice Pessi e Maria Hunter.
1926: un riconoscimento importante dalla Federazione Italiana Tennis: organizzare
il Campionato Nazionale Assoluto.
1926: George K. Logie in prima categoria nazionale.
1926: nuova
sede provvisoria in via Guido Reni: tre campi in terra rossa e una
piccola tettoia da utilizzare come spogliatoio.
1927:
barone Goffredo de Banfield (nella foto) in prima categoria nazionale.
1933: il LTCT organizza per la seconda volta i campionati nazionali assoluti.
1939: Ucci Manzutto vince a Roma i campionati nazionali assoluti; Oscar Ebner
de Ebenthal senior, in coppia con Aldo Bonacossa, vince il doppio ai campionati seniores a Milano.
1940: il LTCT vince i campionati nazionali a squadre di III categoria e arriva
secondo nei femminili di II categoria.
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La seconda guerra mondiale (1940-1945)
Il LTCT abbandona il Ferdinandeo e anche i 2 campi del cavalcavia di Barcola; rimangono solo i campi
"provvisori"
di via Guido Reni, occupati anch'essi nel '45 dai partigiani jugoslavi.
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Età del ferro (1945-1968)
Gli anni dal 1945 al 1965, anche se non privi
di risultati, sembrano appannati: il tennis triestino fa fatica
a mantenere il ritmo con le memorie del recente passato.
Dal 1948 al 1965 si disputano i tornei del cinquantenario, che portano
a Trieste i migliori giocatori italiani. In
questo periodo, alla fine degli anni 40, il
Club riprende la sua denominazione originaria: Tennis Club Triestino.
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Alcune date importanti:
1945: dopo lo sgombero
dei titini, soluzione di compromesso in via Guido Reni: 2 campi
al LTCT e 2 agli alleati.
1947: Laura
Coppa vince i campionati italiani juniores, il TCT si classifica
al V posto tra le società italiane.
1950: Luciano
Costa vince con Michele Pirro il doppio nei campionati italiani juniores.
1954: con
la partenza degli alleati, il TCT può utilizzare tutti i
4 campi. Via Guido Reni è la sede ideale, ma lo spazio intorno
ai campi è sempre più stretto e incombe lo sfratto
della Fiat, proprietaria del terreno.
1963: Giulia
Tarabocchia vince il doppio nei campionati italiani juniores.
1964: Oscar
de Ebner jr.(nella foto con Renato Scauner) vince i campionati italiani
e i campionati europei dei veterani.
1967: il
31 ottobre lo sfratto diventa esecutivo e la sede viene chiusa.
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La costruzione della nuova sede (1968-1973)
Nei primi mesi del 1968 viene individuata
la nuova sede a Padriciano e con la primavera iniziano i lavori
di costruzione. La scelta è di dare la precedenza ai campi
da gioco.
Intanto, l'apertura al tennis di nuovi settori della società
fa dilatare il numero dei soci.
Alcune date importanti:
1968: 22 luglio
inaugurazione.
1969: terminato
il quarto campo in terra rossa.
1971: terminati
gli spogliatoi.
1972: realizzazione
del campo in muratura e del quinto e sesto campo in terra rossa.
1973: nel
suo 75° anniversario il TCT è completato, palazzina compresa.
Il Coni gli conferisce la Stella d'oro al merito.
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L'"eroismo" quotidiano (1973-1994)
Dopo le difficoltà della costruzione,
bisogna imparare a gestire la realtà quotidiana. Si perfeziona
la sistemazione del circolo, si ricostruiscono più volte
le coperture abbattute dalla bora.
A livello agonistico, a metà degli anni 70, il TCT ha di
nuovo una squadra competitiva: Toni Tarabocchia, Leo Bassi, De Ambrogio
e Mazzocchi.
Gli anni 80 portano prestigiosi risultati sportivi, ma nonostante
il titolo italiano conseguito nel 1981 la crisi economica di Trieste
renderà sempre più difficile trovare sponsorizzazioni
per sostenere l'attività agonistica.
Alcune date importanti:
1980: terzo posto assoluto del TCT nella serie A1.
1981: titolo italiano al TCT con Bertolucci (nella foto).
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Il presente (dal 1995)
Rinnovamento: si sostituiscono gli impianti obsoleti e si concretizzano
i progetti rimasti in sospeso negli anni precedenti.
Il Club si attrezza per offrire ai soci nuovi servizi (palestra,
sauna, calcetto, basket, piscina estiva, deposito biciclette) e
si trasforma in centro attrezzato sia per il tennis, sia per accogliere
chi ama mantenersi in forma senza rinunciare al benessere e alla
vita all'aria aperta.
Inoltre, nuovo sito internet, per offrire in tempo reale informazioni
sulla vita del club.
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"Il Maestro" Butch
Nell'Agosto 2006 Si è spento all’età di 59 anni, “il Maestro” Alessandro Boccabianca, originario di San Benedetto del Tronto, da sempre protagonista assoluto nel mondo del tennis.
Maestro nazionale, iscritto all’albo della F.I.T. dal 1968 con il numero 320 e tra i primi in Italia a promuovere la scuola addestramento tennis (S.A.T.).
Nel 1981 “il Maestro” fu capitano della squadra che partecipò al campionato di serie A e assieme ai quattro moschettieri (il friulano Marco Armellini, Flavio Mazzocchi, l’americano Dale Ogden e Paolo Bertolucci), conquistò lo scudetto laureandosi, da capitano non giocatore, campione d’Italia.
Colonna portante del Tennis Club Triestino dal 1970, vantava oggi 38 anni d’insegnamento e la medaglia al merito sportivo ottenuta proprio dal Triestino nel ’76 per i risultati sportivi conseguiti dai suoi allievi.
Era un gran personaggio nell’ambiente tennistico conosciuto da tutti con il soprannome di “Butch”.
Era “il Maestro” per eccellenza sotto tutti i punti di vista, aveva sempre la parola giusta al momento giusto, redarguiva con il suo vocione tonante, ma sempre in maniera bonaria sia tennisti dilettanti che navigati, elargiva sempre un consiglio disinteressato per tutti cercando di correggere eventuali difetti che riusciva a captare a colpo d’occhio.
Inoltre aveva la naturale e spontanea capacità di trasmettere a tutti la passione per il tennis, questo bellissimo e difficile sport che è stato la sua ragione di vita.
Ci mancherà senz’altro questa figura leggendaria che ha monopolizzato il Tennis Club Triestino per tantissimi anni, ma noi tutti cercheremo di andare avanti facendo tesoro dei suoi insegnamenti e portandolo ad esempio per tutte le generazioni future di giovani tennisti. Lascerà senz’altro un immenso ed incolmabile vuoto, ma rimarrà sempre nei nostri cuori.
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